(Wishing To Be) Elsewhere
Disclaimer: Questa fanfiction non è a scopo di lucro, non vuole offendere o essere lesiva nei confronti delle persone reali descritte, né pretende di dare un ritratto veritiero di eventi o personalità.
(Wishing To Be) Elsewhere
«In Russia. In Russia. Ma qual è il tuo problema, esattamente?» Samuel fa fatica a non ridere di gusto, ma in realtà neanche ci prova - no, ci riesce, tradito da un sorriso largo e soddisfatto che contrasta clamorosamente con la smorfia stizzita di Thiago e l'espressione oltraggiata di Diego, che all'improvviso prende a mantenere le braccia incrociate al petto come se si rendesse conto soltanto adesso di essere nudo: una presa di posizione clamorosamente debole, considerando che nemmeno la notizia shock piombata dai sussurri ha spento la sua voglia e che, in effetti, se Samuel ha buttato lì con tanta noncuranza una cosa di così grande portata significa in primo luogo che ha deciso, in secondo luogo che nessuno di loro due può farci niente, e infine che non ha intenzione di farne l'argomento di discussione di una serata programmata per ben altro (ma a questo pare esserci arrivato soltanto Thiago: dev'esserci qualcosa nell'aria di Barcellona che hanno respirato ai tempi, non si spiega, quando hanno il cervello tarato sul sesso non potrebbe distrarli neanche un terremoto).
Diego ci prova pure, a lasciarsi andare. Apparentemente sembra anche facile, con Thiago premuto contro la sua schiena che accarezza la sua erezione da dietro e Samuel che scioglie con facilità l'intreccio delle sue braccia e si china quel tanto che basta per mordergli la pelle già arrossata. Ma ha bisogno di una risposta almeno tanto quanto ha bisogno di godere nella loro stretta, forse anche di più, e pazienza se l'uno è troppo impegnato a baciarlo e dell'altro può sentire il desiderio pressante come se potesse leggergli nella mente.
«No, allora, stop» farfuglia, e non può che pentirsene quando entrambi si scostano un po' da lui, stupiti se non sconcertati, e ancora di più quando Samuel si sporge, allunga una mano fino ad afferrare la nuca di Thiago e lo bacia con tanto di quel trasporto da farlo mugolare. «Fermi, ho detto» ripete Diego, frapponendosi fisicamente tra loro, l'irritazione abbastanza evidente da far desistere anche Samuel.
«Diego, non capisco quale sia il tuo problema. Non hai quindici anni e non ti ho detto che sto morendo, sto semplicemente... trasferendomi altrove.»
«In Russia.» La voce di Diego adesso risuona di dolore per il tradimento, di rabbia, e anche di minaccia, in un certo qual modo: potrebbe essere pronto a prenderlo a pugni come a voltarlo di forza sul letto e penetrarlo senza troppo riguardo. «Cosa cazzo c'è in Russia che sta prendendo a tutti questa smania di correre tutti là? Perché non puoi andarci tra due anni, o prima di smettere? Ti diverti a torturare la gente o cosa?»
Samuel guarda Diego, scruta negli occhi dilatati dalla frustrazione con tutte le sue forze, eppure non riesce a vederci nulla, nonostante siano così limpidi: non riesce a capire. Prova a guardare in quelli di Thiago, che però sembra aver intuito qualunque sia la causa di una reazione tanto inutilmente oltraggiata (perché diamine, Diego, ho un aereo a disposizione per quasi tutta la settimana, devo allenarmi la metà per ricevere uno stipendio doppio, e non ho più niente che possa vincere: cosa c'è di tanto inaccettabile?) e perciò li tiene bassissimi, persi sulla pelle nuda di Diego, in una richiesta silenziosa di non essere lui a dover spiegare.
La verità viene fuori a pezzi, e si prende quasi tutta la serata, perché Diego si comporta come se si vergognasse a parlare di un'amicizia logorata tanto quanto è in imbarazzo alle occhiate sapute di Deki nello spogliatoio quando lo becca a indugiare un attimo di troppo in attesa che la doccia si liberi, e perché Thiago mormora qualcosa di continuo a bassa voce come a rassicurarlo, o rassicurare entrambi, e che però nessuno degli altri due riesce a capire abbastanza (potrebbe essere spagnolo, portoghese, italiano o, più verosimilmente, in nessuna delle tre lingue); e, infine, perché Samuel comprende che il suo concepire i legami come strutture elastiche, capaci di sopportare molto più della semplice lontananza, viene dall'aver vissuto una vita in tensione di un obiettivo che non ha mai perso di vista, e tuttavia può non essere la stessa visione che può avere Diego, che non ha mai rinnegato un'amicizia e che alle persone si lega per la vita, senza riserve. Comprende che è inutile che giuri di tornare spesso, di vedersi, di sentirsi, perché quei giuramenti li ha sentiti da altre bocche e poi, per volontà altrui o per semplice destino, sono stati infranti in fretta.
E, semplicemente, Samuel non sa cosa fare.
Quando si accosta a Diego con intenti diversi, il respiro che soffia direttamente sulla sua pelle sembra spazzare via parole irate e tensioni latenti: le sue spalle si rilassano, un po', e ritrae la sua testa dalla piega nascosta tra il cuscino e la spalla di Thiago. Si volta lentamente, a guardarlo negli occhi. Lo bacia. Bacia Samuel con molto più slancio di quello esibito da lui stesso poco prima su altre labbra, fino a togliergli il fiato, fino a costringerlo a mugolare un basta e a soffocare un'imprecazione sotto la lingua e poi a ricacciare una risata che poi corre libera, sfrenata, gorgogliante nella sua stessa gola. E poi tira Thiago per un braccio, facendolo cascare dalla posizione un po' contorta che gli stava anchilosando gli arti, e rifiata appena un po' prima di baciarlo con altrettanto vigore – lui appena più preparato all'idea, che però freme tanto di più nel suo abbraccio perché lo sanno tutti e tre che è proprio perso per Diego, mentre Samuel invece chissà.
Diego trattiene i suoi stessi gemiti solo perché non gli piace ascoltarsi mentre si lascia disputare tra entrambi, accarezzando i fianchi dell'uno e chiudendo le proprie labbra sulla pelle dell'altro, accogliendo l'erezione di Thiago fino in fondo mentre Samuel lo prepara con attenzione e precisione e affonda in lui con impazienza. È allora, solo allora, che Diego cede, respira rumorosamente l'aria che gli altri due gli lasciano, restituendola sotto forma di suoni che li scuotono con altrettanti brividi e li incoraggiano ad accelerare i loro movimenti, le loro carezze, le spinte che portano prima l'uno, poi l'altro, all'orgasmo; né Thiago né Samuel si allontanano, prima che Diego non sia arrivato al culmine a sua volta, stremato, e si lasci ricadere in mezzo a loro in un silenzio che torna ad avvolgerli di una vaga inquietudine.
«Qual è il tuo piano, adesso? Tenerlo nascosto fino a quando non sarà troppo ufficiale per nasconderlo?»
La voce è un po' roca, anche se vibra pochissimo di piacere appagato; devono essere le prime vere parole dette da Thiago questa sera, pensano gli altri due, voltandosi a guardarlo mentre fissa il soffitto, una mano sul ventre e l'altra abbandonata a poca distanza da loro, e in effetti è proprio così.
«Così la fai suonare come se fossi una puttana messa incinta da uno di voi due» ridacchia Samuel, allungandosi a prendere fazzoletti su fazzoletti per ripulire un po' tutto. «Aspettiamo, e vediamo.»
«E dopo?»
Per la prima volta da che ha deciso della direzione della sua vita, Samuel si sente un po' in colpa e non risponde.
«No, allora, stop» farfuglia, e non può che pentirsene quando entrambi si scostano un po’ da lui, stupiti se non sconcertati, e ancora di più quando Samuel si sporge, allunga una mano fino ad afferrare la nuca di Thiago e lo bacia con tanto di quel trasporto da farlo mugolare. «Fermi, ho detto» ripete Diego, frapponendosi fisicamente tra loro, l’irritazione abbastanza evidente da far desistere anche Samuel.
A questa parte ho riso come una deficiente, capiamomi XDDD *abbraccia Diego suo* povero amore bello, che sfiga che c’hai nello sceglierti i fidanzati.
No, comunque *si ricompone* bello che è Diego ;_; anche se è un pornino, omg, come riesci sempre a dipingerlo perfetto, ogni volta, te lo invidio un po’, ecco </3
Chiarì
12/02/2012 13:49