20/05/2009

The Bruise

Fandom: TV: House, MD
Personaggi: , , , , ,
Beta: Liz ♥♥♥♥♥
Fandom: House MD
Personaggi: Robert Chase vs Tuttilresto XD
Rating: 14+
Avvertimenti: Fluff, Hurt/Comfort, What If?, Missing Moment
Word Count: 200+200+300+300+300 = 1300 XD (Word)
Note: tra 3x09 (Finding Judas / Aspettando Giuda) e 3x10 (Merry Little Christmas / Un piccolo Natale); terza settimana del Fluffathlon.
Riassunto: Perché quel livido comincia ad avere una propria vita e una propria dignità, è evidente.

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Disclaimer: House MD non è mio bla bla nessuno scopo di lucro bla bla povero in canna bla bla la season 5 è un'orgia continua, penso di amarli.


THE BRUISE
"You can close your eyes
I will take care of you
Long as you want me to
Whatever else I do
I will take care of you."

(I will take care of you, The Bangles)



The Bruise: Cameron

Gli ha già sbottonato la manica della camicia per arrotolargliela su, lungo il braccio.
«Ma non ho niente!»
Le blande proteste di Robert non servono a niente. Allison strofina forte il batuffolo imbevuto d'alcol prima di pungergli l'incavo del braccio con la siringa.
«Davvero.»
«E allora prendilo come un controllo di routine. Male non ti farà di certo.»
Sorride mite, cercando di spingerlo a fare altrettanto, ma lui resta in silenzio e vagamente assente e trova più interessante guardare il sangue che risale l'ago con una pigrizia sconcertante.
«Io sono preoccupata per te.»
«Lo so.»
«Davvero» lo scimmiotta, lasciando perdere la presa in giro quando vede il suo scarso effetto. «Sai, è strano che il livido non si decida a riassorbirsi. E tu hai detto che non ti ha fatto così male. Quindi meglio escludere problemi inesistenti che ignorarne qualcuno reale.»
Nessuna risposta.
«Non stare così. House ha fatto un'idiozia. Succede.»
Chase annuisce. Ripensa alle ultime parole di Cameron soltanto quando la porta si chiude e resta solo, con una manica arrotolata per metà e la pelle che pizzica sotto il cerotto che gli ha applicato, e fa una smorfia che vorrebbe assomigliare a un sorriso – e dopotutto lo è.



The Bruise: Foreman

«Il prelievo è a posto. Sei sano come un pesce.»
«Cameron si preoccupa troppo.»
«Già.»
Le cartacce che gli sventola Foreman davanti agli occhi – perché di cartacce si tratta, non servono a niente e si sono rivelate per lo spreco di tempo e cellulosa e inchiostro che sono – finiscono nel cestino senza una sola occhiata di rimpianto.
«House ha sbagliato.»
Chase scrolla le spalle. «Non ha mai badato ai rapporti umani.»
«Intendo con la ragazzina. Con te non ha sbagliato. È stato un idiota e basta.»
«È il Vicodin, non è in sé» sospira con aria stanca, riponendo il camice.
«Ehi, fammi-» Foreman gli volta il mento in controluce, fissando il livido con aria sospettosa; Robert lo guarda incuriosito, attendendo che finisca di esaminarlo.
«Niente, scusa» borbotta.
«Non c'è problema. Be', buonanotte.»
«'notte, Chase.»

Robert non fa mai caso alla segreteria, appena rientra nell'appartamento; è una casualità che si sia buttato sul divano ancora vestito, lasciando la cena del take-away da parte, e abbia schiacciato il pulsante per ascoltare il nuovo messaggio.
«House è un idiota.»
Scoppia a ridere nella penombra del soggiorno deserto, la pelle che ancora tira. Delle due situazioni, ora è certamente la prima ad essere anomala.



The Bruise: Wilson

Resta così a lungo sulla porta della saletta comune a guardarlo spalmare burro d'arachidi sul pan carrè, che Robert si accorge di lui soltanto quando è pronto a farne un paio di bocconi e a cominciare il turno.
«Oh» mormora, e immediatamente torna a contemplare il sandwich nel piatto, aggiungendo ancora un po' di ripieno. Wilson si avvicina tranquillamente alla penisola, reclinando la testa di lato per verificare lo stato della sua faccia.
«Il livido si vede un po' meno, oggi.»
«Passerà» commenta con noncuranza, tornando a chiudere le due fette di pane. «E comunque, di un pugno di House state facendo una questione nazionale.»
Wilson ride di una risata vuota, evitando di fissarlo negli occhi. «Non è un pugno qualsiasi. È una ferita di guerra.»
«Se mi tocca una gratifica extra per questo, allora ci sto.»
«Chi ti ha tampinato finora?»
Fa il gesto di stendere quattro dita. «Vediamo, Cameron mi ha costretto a fare un prelievo, Foreman mi ha addirittura lasciato un messaggio in segreteria, la caposala ha preteso di offrirmi un caffè con cioccolata e si è quasi offesa quando le ho detto che non avrei potuto prima della seconda pausa caffè. E poi tu, adesso.»
«Ho vuotato il sacco con Tritter.»
Robert termina di dividere a metà il tramezzino prima di prestare attenzione a quello che ha appena sentito. «Hai- cosa?» chiede, ma non risponde neanche quando gli offre una delle due metà.
Terminano di mangiare in silenzio, e passa un'eternità prima che qualcuno si decida a parlare.
«Senti, se l'hai fatto per me io-»
Wilson scuote la testa. «No, ma deve finire. Ora.»
Chase non sa come finisce ad abbracciarlo, seppur per un momento tutto sommato breve.
«Buona giornata, Wilson.»
«Buon Natale, Chase» è tutto quello che riesce a rispondere, prima di avviarsi al patibolo.



The Bruise: House

Quando nota la porta a vetri riflettere la sua ombra, sa già cosa sta per succedere.
House lo guarda come se non fosse accaduto nulla, scagliandogli addosso l'ennesima cartella dell'ennesimo paziente. Chase ricambia quello sguardo con una punta di rassegnazione, evitando di scuotere la testa con cinico disgusto o di dirgli qualcosa di molto pungente o di fare o di dire qualunque cosa possa vagamente aiutarlo a contrastare la sua espressione.
«Ti sei fatto vedere?»
«Ehm...» Vagliando in un decimo di secondo tutte le opzioni, opta per la risposta più neutra possibile e per una smorfia che vuole essere vagamente convincente. «Sto bene.»
«Ottimo» commenta, e poi ricomincia ad angariare tutti e tre, blaterando di stelline d'oro per Cameron e note di merito di opinabile utilità. Che vada al diavolo lui con tutti e sette i nani di Biancaneve.

Quando sente il rumore ritmico del suo bastone venirgli dietro per più di quattro secondi, Chase non si volta neanche ad affrontarlo. Rallenta appena il passo affinché sia lui, per una volta, ad essere la sua ombra.
«Parlavo sul serio, prima.»
Per tutta risposta sbuffa, sistemandosi il nodo della cravatta.
«Neanch'io mentivo. Non ho niente, House.»
«Ottimo.»
Chase alza gli occhi al cielo, fermandosi a metà del corridoio e facendosi superare senza batter ciglio.
«Non sforzarti a mostrarmi compassione. È un livido, non muoio, punto.»
House gli scuote davanti agli occhi il tubetto quasi vuoto di Vicodin, ingollando una delle tre compresse rimaste. «E sono stato tanto cattivo.»
«Risparmia il fiato» lo interrompe, prendendo l'ascensore. «La tua tecnica per scusarti è pessima.»
«Devo fare sesso con te, allora?»
Chase schiaccia il pulsante per il piano terra, scuotendo la testa tra l'incredulo e il divertito. Il ghigno di House è l'ultima cosa che riesce a vedere, prima che si chiudano le porte.



The Bruise: Cuddy

«Chase.»
Ed ecco l'ultima voce che mancava all'appello. Robert non vede l'ora che questo livido sparisca dalla faccia, una buona volta. «Cuddy, per favore, sei arrivata ultima: non sto morendo, non ho un cancro alla pelle, non ho intenzione di denunciare House per violenza fisica o molestie sessuali, e se potessi evitare di farmi un check-up completo o una TAC te ne sarei infinitamente...»
«Chase» ripete, accelerando il passo per raggiungerlo. «Volevo solo darti la serata libera.»
«... grato» continua. «Eh?»
«Ti ho chiesto se ti andava di prenderti una serata libera. Senza trattenute» si affretta a specificare.
«Oh. Beh. Sì, certo, mi piacerebbe. Grazie.»
Cuddy annuisce soddisfatta, le tracce di stanchezza della giornata che cominciano a fare capolino sul suo volto, e fa appena per andarsene.
«Ehm...»
«Sì?» chiede, inarcando un sopracciglio.
«Be'... se non hai impegni, potremmo andare a cena. Una cena informale» aggiunge con fermezza.
Cuddy non ha niente in contrario. E non ha impegni. E gli sorride.

Chase attende che si sieda per prima, e solo allora prende posto di fronte a lei – posto misericordiosamente vicino al muro, che gli evita occhiate discrete ma curiose in un localino discreto ma curioso.
È talmente poco abituato a chiamarla per nome – a pensare che un nome ce l'abbia, perché tra i suoi colleghi chiama per nome solo Allison, e solo perché, beh, è successo quello che è successo, una volta o due – che quasi si stupisce, nel momento in cui si accorge che per quella sera, a quel tavolo, sono seduti soltanto Lisa e Robert.
E Lisa sfiora la sua mano con la propria, affettuosa e comprensiva come e più di una sorella maggiore, e Robert permette che quel livido venga esaminato con molta attenzione per la quinta volta in ventiquattr'ore. Stranamente, comunque, gli va anche bene così.



FINE




Noticine finali: "The Bruise", ovvero Il Livido XD Ormai Livido è un personaggio a sé stante e io lo amo quanto Chase. U_U
Liz è una santa donna ♥ l'ho costretta a leggersi roba indicibile e che detesta. Il Chase/Wilson, per esempio. O il Cameron/Chase. (Ed è stata pagata in natura con del German Rap, quindi siamo pari e patta.) That's all, folks.

(Off to 'The Cruise'!)

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