Slap dance
Disclaimer: Glee non è roba mia e comunque non ci faccio soldi scrivendo in maniera così opinabile.
Slap dance
Alla fine – e come sempre, perché non sia mai detto che Noah Puckerman abbia fallito in una sua conquista amorosa – è Lauren a cedere per prima, ululante di piacere, e nei minuti di cui ha bisogno per riprendere fiato ha tutto il tempo di arrivare all’orgasmo a sua volta, darsi una sistemata in bagno, accendersi una sigaretta e spegnerla quasi subito nel lavabo, e rigettarsi di nuovo sullo spicchio infinitesimale di letto ancora libero, contemplando il soffitto nel silenzio imbarazzato che cala su di loro per lunghi minuti.
«Puckerman, tu non hai intenzione di andare in giro a spiattellare di stanotte, vero?» ringhia infine lei, astiosa, stringendo gli occhi porcini di fronte alla sua espressione meditabonda, assente come uno strafatto per le troppe canne. «Perché io ti uccido, Puckerman. Sai che posso farlo.»
«No» risponde Puck, quasi sognante, e Lauren lo fissa interdetta, con una certa circospezione. «Però... ho un buon modo per convincerti della mia buona fede.»
«Non mi sono ancora convertita a quella setta che ha attaccato il manifesto per la conferenza sui giuramenti di sangue.»
«Io ti voglio così come sei, Lauren. Sei la donna più fantastica che abbia mai portato a letto o... be’, in qualsiasi posto dove fosse possibile pomiciare, o andare oltre.» Puck sorride estasiato anche di fronte all’espressione sempre più minacciosa e incredula di Lauren. «Ti pare che possa andare a raccontare che vorrei farmi picchiare da te?»
Le guance di Lauren si tendono verso l’alto per la sorpresa. «Tu cosa?»
«... grassona.»
Lauren lo schiaffeggia per un riflesso incondizionato, abbastanza forte da sentire lo schiocco rimbombare sulle pareti della stanza. La nuova eccitazione di Puck è quasi istantanea.
«... non posso crederci.»
«Eppure dovrai farlo.» Puck ghigna, allargando le braccia. «Preferisci che ti insulti a ruota libera o sei in grado di menarmi anche senza quello stimolo?»