30/11/2010

[NLTS] You watch every night, you don't care what I do

Fandom: RPF: Sport - Football, Series: Nothing Like The Sun
Personaggi: , ,
Rating: 18+
Warning: slash, slutness, denial e first timers da assegnare alle parti in causa
Word count: 900 (FDP)
Prompt: Divergenze @ bingo_italia (scheda)
A/N: Una raccolta a uso, consumo e dedica per miss_hale (♥♥♥♥♥), ispirata all'album Nothing like the sun di Sting: il titolo e le lyrics di questa storia sono tratti da Sister Moon. Bonus: questa storia in particolare è anche un po' di love per Yuppu, che ne aveva fatto richiesta sul mio Journal. In ritardo per il compleanno, come sempre. /o\
SÌ, AVEVO SPERGIURATO CHE NON AVREI MAI SCRITTO SCHWEINSKI. *PIANGE* ZITTI, LO SO. ZITTI, SO ANCHE QUELLO.

Intro: «Qualunque cosa stia accadendo in quella doccia,» borbotta così piano che sembra stia parlando tra sé, «non voglio saperla.»

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Disclaimer: Questa fanfiction non è a scopo di lucro, non vuole offendere o essere lesiva nei confronti delle persone reali descritte, né pretende di dare un ritratto veritiero di eventi o personalità.



NOTHING LIKE THE SUN
#5 You watch every night, you don't care what I do

Sister moon will be my guide
In your blue blue shadows I would hide
All good people asleep tonight
I'm all by myself in your silver light
I would gaze at your face the whole night through
I'd go out of my mind, but for you


«Ti... ti è piaciuto?» bisbiglia sul suo collo, la voce rotta dal respiro ansimante che non accenna a calmarsi e dal movimento lento e leggero con cui si accorge che è uscito da lui.

«Sei stato bravissimo, piccolo» mormora Lukas nel buio, accarezzando la curva della schiena di Thomas fino al sedere, stuzzicando di nuovo l’apertura con la punta di un dito e sorridendo al tremito del piacere ancora intenso che permea il suo corpo. «E a te?»

Thomas annuisce, non trovando la parola giusta, e si allunga a cercare un altro bacio che Lukas gli concede con tanta lentezza e voluttà da costringerlo a mugolare e a tendersi tutto, tentando invano di nascondere l’eccitazione che è già tornata prepotente tra le sue gambe.

«Magari un’altra sera» gli suggerisce malizioso Lukas, accarezzandolo per tutta la sua lunghezza e soffocando il gemito di Thomas premendo la sua testa contro la propria spalla. «Sia mai che venga in mente a qualcuno di fare una ronda notturna, se ti trovano qui non sarebbe piacevole spiegare.»

Thomas scatta allarmato in piedi come se fosse entrato mister Löw in quello stesso istante, raccattando il suo pigiama – la maglia e i pantaloni finiti a metri di distanza chissà come.

«A domani, Lukas, buonanotte» mormora ancora preoccupato accanto alla porta.

«Sogni d’oro» risponde Lukas e subito si avvia verso il bagno. Thomas non fa in tempo a girare l’angolo e si scontra contro il muro, o questa è la prima impressione fino a quando il muro non lo rimprovera a bassa voce.

«Oops. Scusa, Basti, non ti avevo visto» strilla, accettando la mano tesa del compagno e massaggiandosi il sedere dolorante per la botta una volta rialzatosi.

«Questo mi pare evidente. Non strillare, se Jogi o qualcuno dello staff ti trova a far casino è la volta buona che ti mettono fuori squadra.» Bastian inarca un sopracciglio inquisitorio. «Che ci fai in piedi a quest’ora, peraltro?» gli chiede, indugiando un secondo di troppo sui pantaloni del pigiama inequivocabilmente macchiati.

«Io... io stavo andando a prendere dell’a... qualcosa da mangiare. Non voglio le schifezze del frigobar» farfuglia, massaggiandosi lo stomaco per sembrare più credibile e respirando di sollievo – non visto, o almeno così crede – quando Bastian annuisce lentamente e, dandogli la buonanotte, lo oltrepassa per tornare in camera. In effetti anche lui è in giro per l’albergo alle due di notte, anche se appena fuori dalla sua stanza, ma Thomas è troppo intimidito per tornare indietro e chiederglielo, o per rientrare nella stanza di Lukas e recuperare le mutande che ha chiaramente dimenticato, e si avvia verso l’ascensore per raccattare un po’ di frutta o una barretta o qualcosa del genere.

Lukas schiude la porta proprio quando Bastian è a una ventina di centimetri di distanza. «Nottata in bianco?» gli chiede con un sorriso, notando il librone privo di copertina stretto nella sua mano.

«Hai adescato un altro ragazzino e te lo sei portato in camera» borbotta con voce incolore. «Prima Holger, poi Thomas. Hai una predilezione per i miei compagni di squadra? O semplicemente hai intenzione di andare con tutti quelli in ritiro entro la fine dei gironi?»

«Basti, calmino, eh,» ridacchia, «o penserò che tu sia geloso. E comunque è stato Tommy a infilarsi nella mia stanza, non ho adescato proprio nessuno.»

«Spiritoso» mugugna. «Credo che me ne tornerò a letto» aggiunge, stiracchiandosi tenendo ben stretto il libro.

«Vuoi compagnia?»

«Sai, Lukas,» gli risponde Bastian, rivolgendogli un’occhiata torbida, «abbiamo delle divergenze su come far passare una notte senza sonno o una serata noiosa.»

Lukas si preme una mano contro la bocca per non ridere troppo forte. «Parli come un monaco in completa castità.»

«Per quello che può interessarti, lo sono

«Menti.» Lukas spalanca la porta, fronteggiandolo con le mani sui fianchi. «Vuoi farmi credere che se ci baciassimo di nuovo tu mi prenderesti a schiaffi?»

«Noi non ci baceremo di nuovo perché noi non ci siamo baciati» avvampa al solo ricordo. «Sei tu che mi hai ficcato la lingua in bocca dopo tre litri di birra, non mentire.»

«Sì, ma a te è piaciuto» insiste, ignorando l’espressione irata di Bastian che gli volge le spalle e si avvia stizzito verso la sua stanza, la porta successiva alla sua. Lukas colma quella distanza in un passo solo e bussa alla sua porta tre secondi dopo che se l’è chiusa alle spalle con stizza.

«Cosa vuoi anco-» ringhia, prima di soffocare le sue parole nel bacio di Lukas, accogliendo la sua lingua con inaspettato fatalismo e lasciandosi cadere il libro sul piede – che dovrebbe fargli un male cane, visto quant’è pesante Guerra e pace, ma non se ne accorge neppure: Bastian prova a staccarsi da lui solo quando è troppo tardi e Lukas è già lontano parecchi centimetri, ghignante come chi sa di averla avuta vinta fin dall’inizio.

«Quando sei pronto a qualcosa di più, fammi un fischio» gli dice, compiaciuto e trionfante. Le reazioni di Bastian sono improvvisamente e innaturalmente rallentate da quando ha assaporato quel bacio e ci mette un bel po’ anche ad indignarsi come avrebbe avuto intenzione di fare fino a quel momento.

«Mi vien voglia di andare con qualcun altro solo per farti dispetto.»

«Vedi, Basti, abbiamo delle divergenze» lo scimmiotta. «Non mi interessa essere il primo. Mi interessi tu e basta. E lo sai.»

«Lo so. Meriteresti che andassi con tutti tranne che con te.»

«Tanto lo so che non puoi resistermi» ribatte, facendogli un occhiolino così buffo a cui Bastian non può rispondere in altro modo che con un sorriso timido e controvoglia.

FINE

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