Más Blanco
Disclaimer: Questa fanfiction non è a scopo di lucro, non vuole offendere o essere lesiva nei confronti delle persone reali descritte, né pretende di dare un ritratto veritiero di eventi o personalità.
Más Blanco
Sergio non si accorge neppure che qualcuno ha lasciato passare Nora fino a quando non balbetta un «Signor... Mister Ramos?» attendista almeno quanto la partita; si volta, trovandola in piedi accanto alla panchina che rifugge dignitosamente le occhiate concupiscenti dei ragazzi in panchina, che si ritrovano inceneriti all’istante da uno sguardo decisamente più minaccioso ed implacabile. «Volevo ringraziarla» dice, facendo ondeggiare graziosamente la treccia, «e scusarmi ancora per non averla riconosciuta.»
«Non tutte le graziose signorine sono obbligate a riconoscermi al primo colpo, specie se non sono interessate al calcio» risponde, sorridendo mentre lei arrossisce genuinamente. «Io mi ricordo di te da quando eri appena nata, fino a quando sei diventata alta così» aggiunge, abbassando una mano all’altezza delle ginocchia. «Ma eri troppo piccola.»
«Oh, lo so, signore. Papà mi ha mostrato una quantità di foto e mi vergogno di non aver fatto il collegamento solo perché adesso lei porta i capelli corti, perché per il resto è praticamente identico ad allora.»
«Ora mi toccherà arrossire?» Sergio si lascia scappare una risatina. «Hai i lineamenti di tua madre, Nora, ma sei più simile a tuo padre.»
«Forse è vero» si stringe nelle spalle, indifferente. I ragazzi escono dal campo dopo la fine del primo tempo, fermandosi a bordo campo un momento per eventuali indicazioni che non arrivano, impegnato com’è il loro allenatore a conversare con l’intrusa. «Papà è contento di vederla, per quanto tirerà in ballo che è qui solo come osservatore per il Liverpool. Gli è dispiaciuto non sentirla più, dico davvero.»
Sergio lo cerca con gli occhi sugli spalti: Fernando scrive su un taccuino e nasconde il suo sguardo dietro la visiera di un cappellino, ma è quasi certo che fino a poco prima stesse guardando verso di loro. «Già» commenta, aggiustandosi gli occhiali e tornando a guardare la ragazza. «Anche a me.»