26/12/2009

Kiss the Universe

Fandom: RPF: TV - X-Factor Italia
Personaggi:
Beta Consulenti di lingua italiana, inglese e viterbese: Fae e Liz
Fandom: RPF - X-Factor
Personaggi: Marco Mengoni
Rating: VM18 e oltre
Warning: *un bel sospirone* slash, pwp, tracce di linguaggio non da educande e di espressioni dialettali, songfic atipica, sesso moderatamente esplicito, AU, kink e qualche altra cosa che ora mi sfugge
Conteggio Parole: 905 (Word)
Note: Terzo P0rn Fest @ Fanfic Italia - il prompt è spoiler e quindi ve lo metto in bianco su bianco, evidenziate se siete curiosi.
RPF X-Factor, AlmenoTuNell'Universo!Marco/Kiss!Marco, "Spogliati di nuovo." .

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Disclaimer: Il banner quando posso, okay? Per il resto, non posseggo Mengoni (anche se a chiunque farebbe piacere, etero gay indecisi), non so se gli piacerebbe quanto sto per prospettargli (io sospetto di sì) e lui dice di non sapere cosa preferire, quindi per il resto va bene così visto che io non ci guadagno niente. Non posseggo neanche le lyrics, che sono degli aventi diritto.


Kiss the Universe


«Spogliati di nuovo.» Quello semisdraiato sulla poltrona, con la patta aperta e un dito premuto sul labbro inferiore, umido e luccicante nella penombra, potrebbe quasi essere lui, se non fosse così divertito da una situazione imbarazzante e se non fosse così dannatamente troia. «Era una bella esibizione, anche se potevi fare di meglio. Andare fino in fondo, magari.»
Marco, comunque, ubbidisce: quella voce è rassicurante, ha la sensazione di potersi fidare ciecamente di lui.
«Vuoi che canto?»
«Se me la dedichi» sussurra malizioso, inarcandosi nel buio per sfilarsi i pantaloni. «E io canterò per te.»
«Sai, la gente è strana.» Marco si sfila la sciarpa, fissandolo negli occhi – sono identici ai suoi, potrebbero passare per cugini. Per fratelli, magari, a un occhio meno attento – e avvicinandosi a lui lentamente, un passo alla volta. «Prima si odia e poi si ama
«You don't have to be beautiful to turn me on» canta in un sussurro, mentre Marco fa passare la felpa e la maglietta sopra le spalle. «I just need your body, baby, from dusk till dawn
«Che vuoi, me voi scopa’?»
«Ti dispiacerebbe così tanto?»
«Be’…» Marco esita, allentando i lacci del pantalone morbido. «Io non l’ho mai fatto.»
«You don't need experience to turn me out.» Ora che sono così vicini, Marco può vedere quanto si somigliano davvero; l’altroMarco ha una barba più lunga e un sorriso più caldo e sicuro – e lui sta morendo di paura e vergogna, perché l’altroMarco lo tocca ovunque e il suo stesso corpo lo tradisce, perché si tende e spasima per le sue carezze sensuali.
«Canta» gli ordina ancora, abbassandogli i pantaloni e masturbandolo con i boxer ancora indosso. «Canta per me» ripete, dandogli un bacio sulla guancia: Marco lo sente schioccare contro la sua pelle.
«Tu, tu che sei diverso» deglutisce, le carezze dell’altroMarco che si fanno insistenti e sempre più calde; Marco si schiaccia contro di lui, intrecciato in una posizione impossibile su quella poltrona così stretta per due, e il suo gemello subito allunga le mani più in fondo, stringendo i glutei e accarezzandolo ancora al di sopra della stoffa. «U-un punto sei, che non ruota mai intorno a me, un sole che splende per me so-soltanto, come un diam- cazzo.»
«You got to not talk dirty, baby, if you wanna impress me» soggiunge a mezza voce, scivolando al di sotto dell’elastico e cominciando a penetrarlo con la punta di un dito. «Ti piace così?» gli chiede, e Marco non risponde e mugola cercando piacere nello strofinio continuo contro il suo corpo. «Oh, sì che ti piace» ride – della sua risata, quella risata è sua, fa paura – spingendo l’indice umido un po’ più a fondo. «I want to be your fantasy, maybe you could be mine» continua, prendendogli una mano con la sua e guidandola fino alla sua erezione, lasciando che la accarezzi dolcemente. «Lo sai cosa mi piace.»
«N-non cambierai…» balbetta, gli occhi che luccicano di lacrime; l’altroMarco si protende a baciargli le palpebre umide con gentilezza. «Dimmi che per sempre sarai sincero…»
«Tu non mentire» bisbiglia in risposta, lasciando ondeggiare il bacino, e poi sorride di nuovo quando vede l’espressione di Marco cambiare ancora man mano che si avvicina il suo orgasmo. «You just leave it all up to me: we could have a good time» gli canta, accelerando ed esasperando ogni suo movimento e godendo dei gemiti di Marco quando lascia scivolare un altro dito dentro di lui.
«E che mi amerai davvero…» canta in un mezzo singhiozzo. «Di più, di più, di più

Marco riapre gli occhi soltanto quando non gli sembra più di andare a fuoco e comincia ad ansimare più lentamente; è disteso sulla poltrona, è mezzo nudo e nei suoi boxer c’è il disastro più completo, ha l’impressione di non avere più voce per aver cantato troppo e ha la schiena a pezzi. L’altroMarco lo fissa dall’altra parte della stanza, sdraiato sul letto tutto vestito ma più o meno nella sua stessa posizione.
«Ti è piaciuto?» gli domanda, con un tono sospeso a metà tra il compiacimento personale e un affetto poco equivocabile; Marco, non fidandosi della sua voce, annuisce piano, abbozzando un mezzo sorriso dei suoi che si riflette, speculare, nel suo doppio.
«E a te?»
L’altroMarco incrocia le gambe, prendendo un respiro profondo. «Anche a me è piaciuto. Dovremmo scopare qualche altra volta.» Marco annuisce ancora, alzandosi dalla poltrona in uno sbuffo frustrato per il fastidio della posizione scomoda e camminando cautamente fino al letto, prima di salirci sopra e gattonare fino a raggiungerlo e guardarlo negli occhi. Prima di chiederglielo, si ferma a considerare che ha le sue stesse guance un po’ arrossate per il piacere e i capelli morbidi come i suoi.
«Mi dai un bacio, prima che te ne vai?»
L’altroMarco si prende tutto il tempo del mondo per baciarlo per bene: gli assaggia le labbra piano, prima di dischiudere le proprie e incontrare la lingua di Marco, più impacciata e così uguale da essergli diversa ed estranea. Marco scoppia a ridere e si ritrae quando l’altro lo palpa tra le gambe con una carezza oscenamente piacevole.
«Sto impazzendo» ride ancora, «ho scopato da solo.»
«Non hai scopato da solo» lo rimbrotta l’altroMarco, stringendo un po’ e catturando il suo mugolio di protesta in un altro bacio. «Non ti puoi baciare da solo, no?»
Marco chiude gli occhi, e un «Kiss» gorgheggiante scivola nelle sue orecchie, quasi come una dichiarazione. O una resa.



FINE




Noticina: immodestamente penso che questa seconda versione della Mengoniquadro - la prima giace assassinata nel proprio letto - sia bellissima XD e buona parte del merito va alle due consulenti di cui sopra. E' troppo divertente plottare e scrivere in loro presenza, è un'esperienza che riscalda il cuore e rallegra le giornate pessime in cui vorresti prendere a calci nelle gengive un po' di gente: àmovi.
Grazie a Merryluna, viterbese più verace X'D
Credits:
Kiss, Prince
Almeno tu nell'universo, Mia Martini

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