Erase/Rewind
Disclaimer: Il titolo è dei Cardigans, i personaggi manco sono miei, ditemi voi perché stiamo ancora qui a perdere tempo con le cavolate.
«Per tutti sono Francesca.» Lo dice in un soffio, accoccolandosi accanto al suo torace mentre gli solleva la felpa, quasi volesse infilarsi dentro di essa e prendere il posto più vicino al suo cuore, quello che tutti credevano fosse già occupato; e per Damiano è una cosa impossibile, se non altro per lo spazio che manca, e poi perché sentire così vicina la sua pelle caldissima e insospettatamente sensuale – non avrebbe puntato un centesimo su come dovesse essere Sofia (per lui è Sofia, è sempre Sofia) al di là dlle lagne e del suo continuo bisogno di essere rassicurata, consolata, abbracciata sfiorata toccata – potrebbe decisamente mandarlo fuori di testa, in barba a chi lo sta aspettando per il cinema. «Per chi mi ascolta cantare, sono Sofia» continua, e Damiano lascia che gli sfili quella felpa e se la leghi al collo come il mantello di una supereroina o che la getti a terra per dimenticarsi della sua esistenza, e lascia che armeggi con la sua cintura e poi coi suoi slip. Quando Sofia (per lui è Sofia, è sempre Sofia) lo spinge sul letto con un colpetto e si adagia su di lui, cercando immediatamente il contatto tra il suo sesso già bagnato e l’erezione di Damiano che cresce appena fuori e poi dentro di lei, crolla Damiano, e crollano le sue certezze e crolla l’immagine che aveva di lei: Sofia gli sussurra in un gemito, «Chi vuoi che diventi, Dami?», muovendosi con forza su di lui, mugolando di piacere quando lui le afferra i seni e si rialza appena per baciarli, per succhiarli, per sentirla mormorare dire urlare il suo nome ancora una volta, e poi due, dieci, infinite.
«Diventa mia» la prega, e tutto si fa confuso e distorto, come la musica che si piega al loro volere.