26/12/2010

Comprami

Fandom: TV: Romanzo Criminale
Personaggi: , , ,
Beta: no-oh XD
Rating: 18+
Warning: linguaggio, atti sessuali da soli e accompagnati, what if, spoiler fino a 1x04; l'ultima ficlet potrebbe essere spoiler di tutto quanto lo scibile, nonostante io sia ancora alla 1x08 - quando si dice, troppa fedeltà agli avvenimenti storici sulla banda della Magliana \o/
Conteggio Parole: 1200 (W)
Note: Ehm, bariamo spudoratamente. XD
* IV P0rn Fest @ fanfic_italia: Dandi/Patrizia, used to say I like Chopin / love me now and again (la seconda ficlet) e Patrizia/Scialoja, fragilità (la terza);
* Challenge Special #9 @ it100, con i prompt indicati di volta in volta;
* Regalo di Natale per la RomanzoCriminale!list in generale e per la mia liz e per Tab in particolare.
* Patrizia >>> everyone else. Sappiatelo.
Intro: Non tutto è in vendita, l’ha sempre affermato.

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Disclaimer: La serie di Romanzo Criminale appartiene agli aventi diritto, questa è finzione senza scopo di lucro.



comprami


Il cliente prima di tutto
(Soon you will do the things you wanted - Belle & Sebastian)
«Mi sembri pensierosa, tesoro» cinguetta con voce effeminata, gli occhi fissi nello specchio da toeletta e le mani impegnate a ripiegare uno dopo l’altro con abilità impareggiabile e sistemando in due pile, a seconda dell’utilità, chemisier della moda di vent’anni fa, tubini di strass e più consoni abiti da giorno. «Ti sono bastati due clienti soltanto per ripensarci?»
«No» risponde la ragazza, calcando con forza la risposta di cui è sicura. «No, Ranocchia» ripete con voce più gentile, continuando a spazzolare i suoi capelli come se potesse rimuovere l’odore di sporco e sudato delle mani che pochi minuti fa l’hanno palpata ovunque, suscitando una pallida e fugace imitazione di soddisfazione che si è spenta già ai primi sospiri e ai grugniti del cliente. «È solo che... forse quel maiale ha ragione.»
«Cinzia non è un nome da coatta, amore. Tutto sta nel come lo dici... ci sarà sempre un buzzurro che riuscirà a distruggere la poesia dei nomi più belli» la rassicura, ignorando la smorfia delle sue labbra rosse ritoccate di fresco. «In realtà, se posso permettermi, trovo che questo abitino sia la cosa più coatta di cui dovresti preoccuparti, visto che fa parte dei tuoi acquisti» esclama con disgusto, facendo roteare per aria un vestito a scacchi variopinti prima di gettarlo a terra.
Lei ride, e ogni risata fa scivolare via la tensione e i dubbi che già minacciavano di soffocarla sul nascere: quando si asciuga gli occhi dalle lacrime spuntate per il troppo ridere con un dischetto di cotone, nel riflesso dello specchio vede una donna diversa: sicura, affascinante, desiderabile. Sofisticata e disponibile.

«Mi farò chiamare Patrizia» mormora, voltandosi verso l’amico in un fruscio di seta leggera. «Semplicemente perfetto. Che te ne pare?»
«Se mi prometti e permetti di rifarti il guardaroba daccapo, tesoro, non ho obiezioni» risponde.



Il cliente ha sempre ragione
(That's just a phase, it's got to pass - The Strokes)
Dandi non è diverso dalla maggior parte degli uomini che hanno salito le scale per comprare mezz’ora del suo tempo, e adesso che il suo tempo è scaduto Patrizia non si fa scrupoli nel distruggere la sua boriosa superiorità così come ha fatto con chi l’ha preceduto negli ultimi mesi: “rozzo” e “egoista” sono armi letali, anche se niente smonta l’autostima degli uomini quanto il riferimento alla loro pochezza e all’incapacità di farla godere davvero.
Eppure, nonostante i clienti che di giorno in giorno hanno scaldato il suo letto, graffiandole la pelle con le unghie sporche, sbattendola sulla prima superficie orizzontale – o verticale – e in ogni caso scopandola senza riguardo per il proprio piacere e mai per il suo, Patrizia non ha ancora imparato la lezione: quando Dandi non ci pensa su due volte per comprare le sue lezioni nasconde il tremolio che sente all’altezza del cuore dietro la barriera dei soldi. I suoi complimenti, il suo continuo corteggiamento, il suo essere insieme coatto e gentile, ricordano a Patrizia un’adolescenza di desideri innocenti e infantili: musica classica, mazzi di fiori, un principe azzurro che sussurra “Ti amo”.

Dandi la penetra con la forza del primo incontro, abbassando la cerniera e prendendola tra la porta e la parete non appena gli apre; le tempesta il collo e la spalla di baci, lasciando una scia umida e arrossata sulla sua pelle, e si spinge dentro di lei come gli ha insegnato. Patrizia si illude quando si sente andare tutta a fuoco, si illude di essere amata, di godere, ma Dandi grugnisce il suo piacere e spezza il suo miraggio e la musica classica che suonava per lei.
«Nun c’ho fatta a resisterte’ quanno t’ho vista oggi» ammette Dandi con un sorrisetto idiota. Patrizia allunga le dita in silenzio, ricordandogli il suo prezzo.



Il cliente soddisfatto ritorna sempre
(It looks like the war was in your head / Not your heart - Our Lady Peace)
Scialoja si introduce di nuovo nell’appartamento della Vallesi già consapevole che la decisione di metterla in guardia dalle cattive compagnie, da quel Dandi che la compra a suon di milioni lordi di sangue avaro e viziato, ma pur sempre innocente, non è altro che una patetica scusa per rivederla. Riesce a orientarsi nella penombra silenziosa dell’appartamento come se ci fosse stato mille volte, come uno dei tanti clienti che la ragazza accoglie prima nella sua casa, poi tra sue gambe, anche se è certo che nessuno le abbia mai offerto alcunché per guardarla dormire. Scialoja deglutisce, senza riuscire a staccare lo sguardo dalle forme di lei a malapena intuibili sotto le coperte: la mente corre ai ricordi recenti del loro primo incontro, desiderosa di mostrargli quanto sarebbe stato appagato se le avesse permesso di masturbarlo, di venire tra le sue dita e godere tra le sue braccia; la mano corre alla cerniera dei suoi pantaloni, scorrendo avanti e indietro sulla sua erezione, seguendo il ritmo delle fantasie che potrebbe realizzare, se soltanto volesse, e gli ansiti e i gemiti che risuonano solo tra i suoi pensieri visto quanto serrate sono le sue labbra.
Quando si sente vicino all’orgasmo, Nicola trattiene anche il respiro, lasciandolo andare in un sibilo inudibile molto dopo, quando ogni traccia del suo piacere è già sparita nel proprio fazzoletto.

«Che ci fai qui?» sbotta irritata Patrizia, stringendo gli occhi per ripararsi dalla luce. Ha il viso struccato e i capelli in disordine come qualsiasi ragazza alle sette del mattino, ma la spallina della sua sottoveste rosa che ricade oltre la spalla e il tocco morbido delle sue dita tra i capelli è sufficiente per mandare nuovamente in pezzi Scialoja. E Nicola, nudo in mezzo a quei frammenti di identità, ha già di nuovo il fiato corto.



Il cliente da lei chiamato non è raggiungibile
(Alone in this room, thinkin' of you and what could've been - Our Lady Peace)
Quando viene a saperlo, Patrizia non tradisce alcuna emozione: ha sempre saputo che la propria fortuna non poteva durare in eterno, anche se il suo corpo desiderabile vacilla all’inizio dell’indesiderabile discesa della vecchiaia senza decidersi ad imboccarla, anche se la sua bocca è ancora rossa e turgida come il giorno in cui ha giurato al suo migliore amico che non avrebbe fatto la fine di tante sue amiche e conoscenti, condannate ad essere virtualmente murate vive nel focolare domestico, e che avrebbe venduto il suo corpo e il suo tempo a chi avesse fatto la richiesta più alta. Si limita ad assentire brevemente, congratulandosi con se stessa per avere conquistato tempo a sufficienza per predisporre ciò che, alla sua età, non può più essere liquidato con un aborto. Non tutto è in vendita, l’ha sempre affermato.

Quando viene a saperlo, Patrizia non tradisce alcuna emozione: ha sempre saputo che neppure la fortuna del Dandi poteva durare in eterno, per quanti cumuli di denaro e preziosi, per quante pareti di immobili e mura di basiliche potesse frapporre tra sé e la morte. Non ha neanche bisogno di giustificarsi agli occhi di chi la guarda – anzi, può ritirarsi nella propria stanza senza un commento: daranno la colpa a uno choc, faranno i complimenti alla sua dignità e al suo imperscrutabile e coraggioso cipiglio. Prende la cornetta del telefono, componendo il numero che ha mandato a memoria quasi quattro anni prima allontanando da sé suo figlio, e ascolta ogni squillo a vuoto accompagnandolo con un sospiro impaurito. (Neppure la fiducia è in vendita.)
Quando una voce le chiede di lasciare un messaggio, una fitta incontrollabile di panico fa breccia nel suo contegno. Patrizia mette giù, riprova ancora una volta senza successo, e poi chiama il centotredici: l’unico altro numero che conosca a menadito.



fine
  1. Si potrà commentare qui? Sì, no, boh? Un, due, tre prova.
    Allora, innanzi tutto volevo ringraziarti per il regalo di natale e la dedica “particolare”. Mi hai fatto felice in modi che non ti so spiegare e che probabilmente mi rendono anche una donna imbarazzante, quindi non lo farò. Sappi solo che sono molto felice.
    Detto questo, io non sono una grande fan di Patrizia, non nel senso che non mi piace, nel senso che me ne frego proprio (soprattutto di lei e Scialoja insieme. Sono per il Patrizia/Dandi tutta la vita), ciò non toglie che abbia molto apprezzato queste ficlet e il modo – perfetto, direi – in cui hai caratterizzato lei e tutti gli altri personaggi che compaiono.
    Ci sono delle parti o dei dettagli che mi sono piaciuti in particolare e che, in pieno stile scuola elementare, andrò ad elencarti facendo la lista. In ordine: il cinguettio costante di Ranocchia che piega i vestiti, il tremolio nel cuore di Patrizia quando Dandi è tenero a modo suo (perché sì, il Dandi è proprio così), la creepiness di Scialoja (che è un po’ triste pure nel telefilm, pover’uomo).
    L’ultima ficlet non te la commento, perché sei alla 1×08 e tanto basta come motivazione. Sappi però che la divisione tra i due pezzi che iniziano entrambi con “Quando viene a saperlo” mi piacciono moltissimo e forse è la mia preferita fra tutte :3

    Tabata
    26/12/2010 19:36

  2. Ho voluto bene a questa storia perché mi ha accompagnata con grazia nella mente di Patrizia, senza essere invadente né esibita, raccontando con delicatezza la realtà di una donna che voleva soltanto farcela. Ora, io non so dove tu sia arrivato a guardare la serie, ma per me che l’ho finita è stata doppiamente dolce perché perfettamente credibile, e proprio per questo incredibilmente più piacevole. Potevi farmi un regalo migliore solo scrivendomi del porno gay Non potevi farmi regalo migliore :°)

    lisachan
    26/12/2010 19:50

Fan?





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