Blanco
Disclaimer: Questa fanfiction non è a scopo di lucro, non vuole offendere o essere lesiva nei confronti delle persone reali descritte, né pretende di dare un ritratto veritiero di eventi o personalità.
Blanco
Sergio non riesce ad evitare lo scontro principalmente perché neanche la vede arrivare, perché sbuca da una delle nuove viuzze che portano alla Ciudad e gli impatta letteralmente addosso, facendolo cadere per terra.
«Mi scusi, signore» mormora la ragazza mentre si rialzano, distendendo le pieghe del vestito da sedicenne, di lino chiaro a stampa floreale.
«È tutto a posto, tranquilla.» Sergio dà un’occhiata alla mano impiastricciata di caffè e al bicchiere alto che ora è riverso per terra. «Ci ho perso solo un caffè.» Guarda la lunga treccia bruna che circonda il collo della ragazza, ancora a capo chino, e si avvicina per sollevarle il mento con il dorso di un dito. «Davvero, non c’è problema. Hai bisogno di aiuto?»
«In realtà…» si guarda intorno, a disagio, «ho perso di vista mio padre mentre compravo una lattina di Coca; è solo la seconda volta che visito la città e non sono pratica al punto da sapere dov’è la Ciudad Real Madrid.» Gli rivolge un sorriso flebile, che Sergio contraccambia prontamente e che diventa ancora più largo e divertito quando la ragazza continua e dice: «Siamo venuti a vedere la prima partita del Castilla, ma devo ammettere che non ne capisco nulla di calcio.»
Questo è sicuro, pensa. «Sto andando anch’io allo stadio. Non è lontano, possiamo andarci insieme» propone, sorridendo al sollievo della ragazza. Non mancano che pochi passi alle porte della cittadella sportiva, quando lei grida: «Papà!», correndo sotto il sole cocente: Sergio si blocca sul posto, a bocca aperta, riconoscendolo.
«Una volta ti piacevano le ragazze più grandi» è il commento sarcastico di Fernando. Sergio guarda Nora, confusa da quegli sguardi, e poi lui, e sente uno zampillo di affetto tornare ad irrompere in un cuore sigillato tanti anni prima. «In bocca al lupo» continua Fernando, strizzandogli l’occhio.